martedì 28 ottobre 2008

Crisantemi

Pioggia che vieni a prendermi, lava via la crosta dura, il guscio infame che mi protegge, scarica la rabbia che mi devi in gocce limpide, ch'io possa piangere ancora e non coprire gli occhi. Non dormivo pensavo a te, alla luce che mi abbaglia le notti, le trasforma in lunghi sorsi senza fiato, alla pelle che appiccichiamo l'un l'altro come promemoria per il giorno nuovo. Avvolto il collo del tuo profumo ostento sicurezza, aggredisco il fianco di vecchi detrattori, fiero, solo non possiedo magie e dal mio cilindro esce una cagna malconcia ma fedele. Così se abbasso la guardia credo di soffocare del tuo fumo, annaspare gattoni in questa vecchia città mendicando indifferenza e non voglio indietro anelli con inciso il mio nome, non mi appartengono più. Rimproverami di questo autunno e delle sue foglie intrise di tosse e miele, sgridami del sangue che tramuta il verde in rubino, sgranami in piccoli sorrisi, uccidimi coi tuoi sguardi nei tuoi silenzi, non basta mai. Stanotte dormo solo, non mi aiuterà di certo, che tu ne dica.

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